BICI DANNEGGIATE A PIRAMIDE

Aspettiamo una ferma risposta da parte dell’Assessorato all’Ambiente e dal responsabile della stazione metro San Paolo

Mi chiamo F. P. e scrivo per segnalarVi un fatto di cronaca accaduto oggi. Sono un pendolare della linea Roma-Lido e come tutti i giorni mi reco alla Stazione Porta S. Paolo (Piramide) per prendere la bicicletta parcheggiata negli appositi parcheggi all’interno della stazione. All’arrivo mi accorgo che c’erano due persone che stavano riparando delle ruote bucate. Quando faccio per prendere la bicicletta, mi rendo conto che anche entrambe le mie ruote erano state tagliate.

Per l’esattezza, 4 buchi nella ruota posteriore e 2 nell’anteriore. Dopo pochi minuti mi accorgo che tutte le bici che erano state appoggiate ai muri o parcheggiate in terza fila negli appositi spazi in cui ci possono stare solo 2 biciclette erano state bucate appositamente e le selle erano state completamente tagliate e rovinate. In pratica, nella notte c’è stato un vero e proprio raid sulle biciclette. Il bello però deve ancora arrivare! I dipendenti della stazione, al posto di darci supporto, con fare maleducato hanno detto di andare a riparare le biciclette altrove. Motivando tale comportamento con il fatto che il capo stazione era stufo di vedere tutte quelle biciclette. Infatti, presto avrebbe preso provvedimenti per far in modo che il parcheggio fosse adibito solo per le poche biciclette che entrano nei circa dieci pali affissi al marciapiede. In totale 20 biciclette, una a destra e una a sinistra. Devo sottolineare che fuori dagli spazi non significa sparse per la stazione ma ammucchiate in quei dieci metri quadrati che il comune ha predisposto per incentivare l’utilizzo delle biciclette su una linea strategica come la Roma-Lido.

In un paese democratico e sviluppato coloro che svolgono il servizio pubblico avrebbero provveduto ad aumentare il numero dei parcheggi e nel caso in cui si presentassero tali atti vandalici ad installare delle telecamere fisse. Invece, l’atteggiamento del capostazione e del personale è stato quello di disincentivare colui che viaggia in bicicletta. In fatti, lasciando la stazione con le ruote in mano ho solo potuto pensare che il sacrificio di farsi tutti i giorni 24 Km in bicicletta per andare a lavorare e rendere un po’ più vivibile questa città non serva a nulla in una società dove regna l’autoreferenzialismo e l’indifferenza. E’ l’unico motivo che può spiegare come un individuo arretrato, indifferente e privo di iniziativa come il Capostazione della linea Roma-Lido possa arrivare a tale incarico di coordinamento.

La stazione non dovrebbero essere un "nodo" di scambio in cui favorire il transito dei passeggeri? La città di Roma si vanta di essere una tra le più innovative; sono stati spesi milioni per affliggere i cartellini sulle linee metropolitane che indicano il percorso da seguire per coloro che vogliono portare la bicicletta. Ma come il solito è la tipica ipocrisia italiana. Pochi infatti sanno che è permesso portare le biciclette su metro e treni come la Roma-Lido solo dopo le 9 di sera e tutto il giorno nei festivi. Sarà forse un modo per incentivare lo straordinario? Difficilmente chi sceglie di andare a lavorare sulle due ruote può aspettare le 9 per riportarsi la bici a casa. E pensare che non si fa altro che parlare di cambio climatico ed energie pulite e poi non siamo in grado di permettere alla gente di andare serenamente al lavoro in bicicletta. Ce ne sarebbero ancora molte di cose da dire ma visto che mi sono alzato alle 6 per arrivare a lavorare alle 10.30 mi fermo qui.

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